Si è concluso il III Convegno FABRE “Ponti, viadotti e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni”, svoltosi dal 16 al 19 febbraio 2026 presso l’Auditorium della Tecnica di Roma.
L’evento ha rappresentato un momento di confronto di altissimo livello scientifico e tecnico sui temi della gestione, valutazione e monitoraggio delle infrastrutture esistenti, in coerenza con l’impostazione introdotta dalle Linee Guida nazionali per la classificazione e gestione del rischio di ponti e gallerie. Il convegno ha riunito ricercatori, gestori, istituzioni e professionisti, con un programma articolato in sessioni plenarie, tavole rotonde e numerose sessioni parallele dedicate ai diversi ambiti del rischio strutturale, sismico, idraulico e geologico.
Il gruppo di Geotecnica dell’Università degli Studi di Padova con Paolo Simonini, Lorenzo Brezzi, Fabiola Gibin, Alessandro Scala e Luca Simoni ha avuto un ruolo particolarmente significativo, sia sul piano scientifico sia nell’animazione delle sessioni dedicate all’interazione frana–struttura e alla gestione del rischio.
Di particolare rilievo è stato il contributo del gruppo al progetto di ricerca MARIE – Landslide-Bridge Interaction Risk Assessment, presentato in collaborazione con diversi atenei italiani, che ha evidenziato l’importanza di un approccio multi-scala e multi-rischio nella gestione delle infrastrutture esistenti.
Diversi contributi del gruppo di Padova si inseriscono direttamente nel processo di aggiornamento e applicazione delle Linee Guida nazionali per la classificazione e gestione del rischio dei ponti esistenti, con particolare riferimento:
- alla definizione del rischio frane in chiave geotecnica;
- all’integrazione tra pericolosità geomorfologica, vulnerabilità strutturale ed esposizione;
- alla costruzione di strumenti operativi per gestori e amministrazioni.
L’approccio proposto dal gruppo padovano si caratterizza per:
- forte integrazione tra modellazione geotecnica e analisi territoriale;
- utilizzo di strumenti GIS e tecniche data-driven;
- attenzione agli aspetti decisionali e alla prioritizzazione su rete infrastrutturale.
Il convegno ha offerto anche relazioni a invito e tavole rotonde di grande rilevanza sui temi del comportamento delle strutture soggette a azioni ambientali estreme, dell’interazione con fenomeni idraulici e dei movimenti del terreno. In questo contesto, il contributo geotecnico è risultato centrale nel dibattito interdisciplinare tra strutturisti, idraulici e geologi.
Tra gli interventi più significativi della prima giornata si segnala la relazione a invito di Edward Nicholas Bromhead (Professor Emeritus · Kingston university London, UK), dal titolo “Ground movements and their effects on bridges” che ha offerto una riflessione sistematica sugli effetti dei movimenti del terreno – lenti o rapidi, superficiali o profondi – sul comportamento delle strutture da ponte, richiamando casi studio internazionali e sottolineando:
- la necessità di una corretta interpretazione dei cinematismi di versante;
- l’importanza della modellazione dell’interazione terreno–fondazione;
- il ruolo del monitoraggio nel distinguere tra deformazioni compatibili e condizioni evolutive critiche.
La partecipazione attiva del gruppo di Geotecnica di Padova conferma il ruolo dell’Ateneo come riferimento nazionale sui temi dell’interazione terreno–struttura e della gestione del rischio infrastrutturale, con un approccio scientificamente rigoroso e orientato all’applicazione operativa.elle infrastrutture esistenti sempre più basata su conoscenza, monitoraggio e analisi multi-rischio integrate.















